Postmedia.Uni- Carmelo Bene - cover

Postmedia.Uni- Carmelo Bene

Cosetta Saba

  • 16 september 2020
  • 9788874902507
Wil ik lezen
  • Wil ik lezen
  • Aan het lezen
  • Gelezen
  • Verwijderen

Samenvatting:

Nessun'azione può realizzare il suo scopo, se non si smarrisce nell'atto. L'atto, a sua volta, per compiersi in quanto evento immediato, deve dimenticare la finalità dell'azione. Non solo. Nell'oblìo del gesto [...] l'atto sgambetta l'azione, restando orfano del proprio artefice. (Carmelo Bene)Sin dagli anni Sessanta le arti visive e il cinema costituiscono per Carmelo Bene complessi e costanti oggetti polemici. Ne discende un inquieto intento iconoclasta che attraversa tutta la sua opera, i cui differenti piani - letterari, filosofici e musicali - sono variamente fatti scartare, resi intersecanti o stratificati, posti in sovrapposizione, poi ricomposti e nuovamente scomposti, in un intenso lavorio interno, senza soluzione di continuità. Le culture visuali degli anni Sessanta definiscono il contesto nel quale Bene si trova e rispetto al quale prende a operare con modalità singolarmente idiosincratiche, in un confronto critico e autocritico inesausto che dispiega una potenza performativa inusitata sia nella sua prima pratica teatrale sia in quella cinematografica. Eppure, la cultura di Bene non è contemporanea a quel contesto: essa è "inattuale", nel senso e nella misura in cui non si conforma al proprio tempo. Nondimeno, all'inizio del decennio e proprio in quel contesto operativo, la sua pratica si rivela indisciplinata ed eccentrica, anticipa l'happening e le modalità performative che in Italia emergeranno in ambito artistico solo tra il 1967 e il 1968. La pratica di Bene precorre forme, modi e operazioni che sostituiscono all'opera - quale esito, prodotto o "resto" - la ricerca, il processo, l'evento (l'inaspettato in ciò che accade) con varie incidenze leggibili nei tracciati letterari del suo lavoro, così come negli interventi scenici e nella produzione cinematografica (1968-69). Date le varianti letteraria, teatrale e filmica, quell'opera molteplice che è Nostra Signora dei Turchi fungerà da studio di caso per indagarne i modi performativi all'incrocio tra le arti visive e l'etnografia. L'indagine qui condotta, pur focalizzandosi sulla ricerca del "primo" Carmelo Bene, poggia sulla sua attività complessiva (1959-2002) e, per quel che è stato possibile, sull'archivio dell'Immemoriale in cui il lavoro di Bene trova inscrizione consegnandoci una massa documentale di straordinario rilievo artistico-culturale.Cosetta Saba insegna Analisi del film e Pratiche audiovisive nella Media Art presso l'Università di Udine, dove è direttore scientifico di La Camera Ottica Lab. I suoi principali interessi di ricerca si concentrano sui linguaggi dell'arte in tutte le sue forme e manifestazioni audiovisive e sui modelli di archiviazione e preservazione di video, film e installazioni artistiche.

We gebruiken cookies om er zeker van te zijn dat je onze website zo goed mogelijk beleeft. Als je deze website blijft gebruiken gaan we ervan uit dat je dat goed vindt. Ok