Un tema di cui nessuno parla: per la prima volta viene smontato pezzo per pezzo l’apparato attraverso cui l’Unione europea ha costruito, finanziato e messo in funzione un sistema capillare di controllo della narrazione pubblica.
Attraverso un’analisi documentata dei flussi di denaro verso ONG, media e università, il testo mostra come risorse pubbliche europee vengano utilizzate per produrre consenso artificiale, marginalizzare il dissenso e promuovere un’ideologia integrazionista presentata come neutrale e inevitabile.
Ne emerge il ritratto di una «società civile» largamente cooptata, di un’informazione strutturalmente dipendente e di un’accademia trasformata in veicolo di legittimazione politica.
Un’inchiesta che solleva interrogativi fondamentali sullo stato della democrazia in Europa e sul confine sempre più labile tra informazione, attivismo e propaganda.