Le origini della leggenda dei Nibelunghi sono complesse e stratificate. Nelle versioni più antiche della saga, come quella tramandata nei poemi islandesi del Völsunga saga e dell’Edda poetica, l’eroe Sigurd (Sigfrido) conquista un tesoro maledetto uccidendo il drago Fáfnir, e la sua vicenda si intreccia con quella della valchiria Brunilde. Il Nibelungenlied (XII-XIII sec.), pur conservando questi elementi mitici, ne offre una reinterpretazione fortemente umanizzata: Sigfrido non è più un semidio, ma un cavaliere, un eroe laico, il cui valore e la cui morte rispondono alle logiche dell’onore e della vendetta. La figura di Crimilde, la moglie tradita e poi vendicatrice, diviene il motore drammatico dell’intera narrazione, incarnando un destino di lutto e di furore che travolge l’intero mondo feudale. - Edizione tratta dalla traduzione di Luigi Di San Giusto, alias Luisa Macina Gervasio, con un'appendice prettamente dedicata alla studiosa. Contiene note storiche e introduzione critica originali, nonché testi introduttivi della Gervasio.