Nel deserto che abbraccia il Mar Rosso, dove il sole brucia e il mare nasconde meraviglie, esiste un mondo a parte. Sharm el Sheikh: un microcosmo di istruttori subacquei provenienti da ogni angolo del mondo, forse affetti dalla sindrome di Peter Pan, di certo stregati dall’ambiente marino e da una vita ai margini delle convenzioni. Dove le bottiglie di alcolici determinano lo status sociale, le shamandure – quei precari punti d’ormeggio – diventano simbolo identitario e metafora di un’esistenza instabile ma vissuta al massimo.
Tra relitti leggendari come il Thistlegorm, squali martello, tartarughe e correnti infingarde, si intrecciano storie di amicizia, amorazzi à la carte, licenziamenti improvvisi e ritorni inevitabili. Perché a Sharm, tornano sempre tutti.