Un vecchio scrittore di settantatré anni siede al suo solito tavolo del Café A Brasileira di Lisbona, davanti a un caffè che si è raffreddato ancora una volta. Trentasette romanzi pubblicati. Undici copie vendute in undici giorni. Alessandro Rinaldi fissa i numeri sulla dashboard di Amazon e si chiede se valga ancora la pena continuare.
Poi arriva un messaggio. E con esso, una storia che non si aspettava di raccontare.
L'Ultimo Upload è un racconto sulla persistenza, sulla memoria di chi scrive senza essere letto, e sul momento in cui qualcuno — finalmente — ascolta.